E mi sovvien l’Eroica

Composta tra il 1802 e il 1804, la Terza Sinfonia di Beethoven fu inizialmente dedicata a Napoleone Bonaparte, considerato dal compositore come l’uomo in grado di “cavalcare lo spirito del mondo”. La dedica sul manoscritto fu poi cancellata dallo stesso autore quando Napoleone si fece incoronare imperatore e in seguito pubblicata come “Sinfonia Eroica, composta per festeggiare il sovvenire di un grande uomo”. Infine, fu dedicata al principe Lobkowitz, un aristocratico boemo, che ospitò nel suo palazzo la prima esecuzione.


La Sinfonia è articolata in quattro movimenti: 1) Allegro con brio; 2) Marcia funebre: adagio assai; 3) Scherzo: allegro vivace; 4) Finale: allegro molto.

Beethoven concepisce un’opera di dimensioni estese, con una compattezza sonora senza precedenti. Due grandi accordi a pieno registro introducono il primo movimento in forma sonata; l’orchestra si presenta gradualmente in tre fasi, questo gigantesco “respiro” iniziale è ottenuto grazie all’espansione e alla dilatazione del tema su più ottave. Le melodie non hanno una tradizionale struttura periodica, ma sono dei motivi semplici, con un forte carattere militare e facilmente memorizzabili. La Marcia Funebre ha una forma bitematica con trio ed è contraddistinta da una densità sonora formidabile. Lo Scherzo è composto da quattro parti con un ritmo vivacissimo, reso da un’incredibile leggerezza orchestrale. Nel Finale ascoltiamo due blocchi strumentali contrapposti che si avvicinano gradualmente per poi unirsi definitivamente nella ampia ed enfatica cadenza finale.


Questa Sinfonia mostra come Beethoven volesse vivere con la musica il suo tempo, gli eventi, gli ideali e i conflitti morali. Con inaudita immensità sonora, l’Eroica evoca delle “possibilità umane che potrebbero realizzarsi in un mondo migliore“.


Matteo Fermi








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